Etrusco, Scaricatore di pomodoro

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Olio su tela, 1965 (Fiere di Parma)

Il blu è il colore del lavoro; il rosso, del pomodoro. In due colori il pittore Etrusco (1901-1991) racconta una storia legata al territorio di Parma e alla sua vocazione alla trasformazione degli alimenti. L’industria alimentare di concentrazione del pomodoro aveva preso le mosse nell’ultimo quarto dell’Ottocento dalle sperimentazioni avviate da Carlo Rognoni al Podere la Mamiana di Traversetolo. Nei primi anni del Novecento erano già decine le industrie conserviere e nel 1922 la Camera di Commercio ne censiva oltre settanta. La diffusione dell’attività conserviera coinvolse migliaia di operatori, sia nei campi che nelle aziende. La scena fissa l’attenzione sul momento dello scarico dei carri carichi di cassette di pomodori raccolti nei campi e avviati ai lavaggi e alla lavorazione.

Etrusco, pseudonimo di Enrico Fereoli, era nato a Sala Baganza (PR) nel 1901 ma avrebbe iniziato a dipingere solo nel 1960 collocandosi da subito nel filone naïf e partecipando negli anni Sessanta del Novecento a diverse mostre a Roma, Biella, Suzzara e Parma. La sua pittura si dedica alle “piccole cose” scandite in geometrizzazioni e linee sospese che rendono irreali e sospesi oggetti, scene e paesaggi. Ma anche pittura di storia nel ciclo dedicato agli episodi delle Barricate del 1922, oggi conservati nelle Collezioni d’Arte di Fondazione Cariparma.

L’interesse per l’opera – conservata negli uffici delle Fiere di Parma – qui pubblicata per la prima volta, è dato dall’interpretazione moderna di un mestiere della tradizione agroalimentare parmense.